Il castello di Cheverny • Barbara Mapelli
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Il castello di Cheverny

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Sveglia di buon ora alla volta dei castelli della Valle della Loira. Prossima tappa del nostro viaggio, il castello di Cheverny.
Aperto al pubblico, la dimora è tutt’ora abitata e appartiene alla stessa famiglia da più di 6oo anni, gli Hurault. Il castello di Cheverny è uno dei castelli della Loira più spettacolari e uno dei più vivi.
Visitandolo si può assaporare la vita e il ritmo quotidiano dei discendenti degli Hurault: il Marchese e la Marchesa di Vibraye.

 

Il castello di Cheverny si erge nel cuore di bellissimo parco all’inglese. In questo luogo di pace e armonia, si trovano alberi di eccezionale bellezza: cedri giganti, magnolie, sequoie e altre piante rare.
Nonostante l’impostazione architettonica di impronta rinascimentale, corretta dal gusto classico, la dimora conserva nella sua struttura, alcuni tratti delle fortezze di un tempo. Il padiglione centrale con lo stemma degli Hurault, evoca il castelletto d’ingresso; i padiglioni laterali, più possenti e alti, ricordano le torri angolari; i due padiglioni centrali che inquadrano l’ingresso principale, corrispondono alle cortine; infine i fossati asciutti, attualmente esistenti sul lato nord e riempiti sul lato sud, riverberano più nitidamente la tradizione feudale. Il rimanente dell’apparato bellico è totalmente scomparso. Mentre i castelli di Blois e di Chambord sono pressoché vuoti, la residenza di Cheverny mostra una splendida decorazione interna di epoca Luigi XIII. Questa è rimasta praticamente intatta e ha permesso ai discendenti degli Hurault di mantenere una grande unitarietà nel gusto e nello stile.

 

La tragica vicenda del conte Henri Hurault: l'omicidio dell'amante

La famiglia degli Hurault era già molto celebre già agli inizi del ‘300. Prestarono i loro servigi alla corona di Francia, da Luigi XII a Enrico I, come segretari, ministri e cancellieri. Una tradizione questa che si tramandò di padre in figlio.
La dimora oggi visibile, sorge sul luogo dell’antico ed è frutto di una vicenda tragica che coinvolse Henri Hurault, raccontata nelle Memorie del marchese Durfort de Cheverny, uno storico che risiedette in questo luogo durante la Rivoluzione.

Nel 1315 il castello di Cheverny era ancora un semplice frantoio. Nel 1490 Jacques Hurault decise di trasformarlo in un castello: sorse così un edificio con un fossato, un ponte levatoio, torrette, barbacane e qualche altra forma di difesa.
Henri Hurault, all’età di 24 anni, ereditò la tenuta nel 1599. Giovanissimo, sposò l’undicenne Françoise Chabot. Per lungo tempo i due sposi vissero separati a causa delle lunghe campagne militari a cui partecipava il giovane Hurault.

Un giorno, mentre era Parigi alla corte di Enrico IV, il re, per burlarsi di lui e far ridere i cortigiani, gli mise due dita della mano sopra la testa di Hurault, per simulare le corna. Tutti si misero a ridere. Subito dopo Henri guardando in uno specchio, capì che era lui medesimo l’oggetto di scherno.
Senza dire una parola il conte se ne andò, montò a cavallo e cavalcò velocemente fino alla sua dimora. Arrivò all’alba, e in gran silenzio entrò furtivo nella stanza di sua moglie, ignara del suo arrivo. Non appena le porte di aprirono, il paggio, che consolava la sua sposa durante le lunghe assenze del conte, scappò saltando giù dalla finestra. Quando toccò terra, cadde in malo modo e si ruppe una gamba.

La fuga dell’amante terminò poco tempo dopo. La sua vita finì per colpo di spada del conte Hurault che non ebbe pietà di lui.
Con l’animo ferito il conte Henri Hurault, accompagnato da un sacerdote, ritornò dalla moglie infedele con in mano un bicchiere di veleno e una spada. Le annunciò che avrebbe dovuto scegliere la sua fine entro un’ora. Lasciò la donna sola e angosciata nella sua tragica scelta. Allo scadere del tempo, quando l’uomo rientrò nella stanza, la moglie adultera bevve immediatamente il veleno morendo all’istante.

Il Re Enrico IV, che non apprezzò affatto questa giustizia quanto meno affrettata, esiliò il conte per tre anni nelle terre di Cheverny.
Secondo il registro parrocchiale di St. Martin de Blois, sabato 26 gennaio, la contessa di Cheverny fu avvelenata per il suo adulterio. Quando il maestro Guglielmo e suo figlio, entrambi chirurghi, fecero l’autopsia, trovarono in grembo un bambino di 5 mesi. Nello stesso giorno un altro uomo morì: un certo Chambelin, gentiluomo di Borgogna, che sospettato per il fatto, fu ucciso nel castello di Cheverny.

L’incresciosa vicenda che tormentava il conte di Hurault doveva essere cancellata. Così sposò in seconde nozze una donna più saggia, intelligente e di gran gusto che si occupò di dirigere i lavori di ampliamento e abbellimento del castello.

La costruzione del castello terminò nel 1634 e vi lavorarono fra gli altri l'architetto-scultore Boyer e il celebre pittore Jean Mosnier (nato nel 1600), entrambi di Blois.

© Barbara Mapelli - Riproduzione riservata

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