Un'altra vita all’improvviso - Come farsi catapultare impreparati nel mondo di Jane Austen - Capitolo 11 • Barbara Mapelli
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Un’altra vita all’improvviso – Come farsi catapultare impreparati nel mondo di Jane Austen – Capitolo 11

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Romanzo a puntate scritto da Barbara Mapelli

Versione alternativa a "Orgoglio e Pregiudizio"


 

Capitolo 11

 

L e piccole fiamme delle candele vibravano sull’enorme lampadario di cristallo e illuminavano con una luce dorata, la splendida sala da ballo. Una dolce musica suonata da abili musicisti, risuonava nella stanza. Mi guardai attorno e mi misi a cercare in mezzo alla calca, un volto conosciuto. Non sapevo dove fosse, ma il mio cuore sentiva che era lì da qualche parte. Alla fine la vidi, era seduta in fondo alla sala con un atteggiamento allegro e spensierato. Sembrava non avesse altri pensieri che riempivano la sua mente. Era lì, ferma e intenta ad osservare le coppie danzare. Il suo lungo abito di seta rossa spiccava su tutto e ne risaltava la sua splendida carnagione chiara e i suoi occhi color smeraldo. I capelli ribelli erano stati domanti in un’elaborata acconciatura dietro la testa, dalla quale scendevano alcuni riccioli lucenti che le incorniciavano il viso. A un tratto, mentre era assorta nei suoi pensieri, lei si voltò e mi vide. I nostri sguardi si incrociarono perdendosi nell’infinito delle nostre anime. Ogni fibra del mio corpo ardeva nel desiderio di reclamarla e gli toglieva quella compostezza che da sempre mi aveva contraddistinto. Lei non sembrava meravigliata nel vedermi, e sul suo volto apparve un’espressione di contentezza. Mentre avanzavo con passi veloci tra la folla, lei si alzò con molta tranquillità. Non appena la raggiunsi, per un breve istante rimasi senza fiato. Era bellissima tanto da togliermi ogni singolo respiro. Potevo perdermi nello sguardo dei suoi occhi profondi per ore e ore. Le mie narici si inebriarono con il profumo della sua pelle che sapeva di rose fiorite. Deglutii a fatica per cercare di contenere il mio desiderio proibito. Lei sorrise e arrossì nel percepire le mie emozioni. Con voce roca le chiesi di ballare.
   “Stavo aspettando solo voi Darcy”, disse lei con voce sensuale.
   Le nostre mani si strinsero delicatamente l’uno all’altra come promessi fidanzati. Appoggiai l’altra mano sul suo fianco sottile e cominciammo a danzare. Sentii il tiepido calore del suo corpo fondersi con il mio. I nostri cuori iniziarono a battere ad unisono come una musica leggera. Il tempo sembrò cessare di esistere e tutto ciò che ci circondava svanì del tutto. Eravamo soli. Due anime gemelle unite in un unico intenso e caldo abbraccio. La nostra bramosia sconvolse le nostre emozioni. Avvicinai la mia bocca alla sua e le sussurrai parole piene di amore. La strinsi più vicino a me e la baciai con romantica passione. Con enorme sorpresa mi accorsi che lei si lasciava trasportare in quel vortice di emozioni. Rabbrividii nel percepire tutte quelle sensazioni che mi stavano travolgendo. Era come se le nostre anime si fossero rincontrate dopo molti secoli. Due anime gemelle che avevano viaggiato nel tempo e nello spazio con l’unico scopo di unirsi per sempre in quel preciso istante, in un unico intenso abbraccio di amore. “Ti ho aspettato così a lungo, Sara. Avevo quasi perduto ogni speranza di incontrarvi”.
   Lei accarezzò il viso mio viso con tenerezza. “Sono qui ora. Ho attraversato le ere solo per riunirmi a voi e non voglio lasciarvi mai più”.
   “Niente potrà separarci”.
   La strinsi forte a me ed entrambi ci abbandonammo in un lungo bacio appassionato.

   Una voce femminile risuonò nella sua testa. «Mr Darcy… Si sente bene?»
   «Mr Darcy», disse ancora la voce.
   Lui riaprì gli occhi e davanti a se c’era il volto angelico di Miss Sara che lo stava osservando. Oh, Santa Grazia… pensò Darcy, stavo solo sognando. Cercò di ricomporsi il più velocemente possibile. «Miss Sara vogliate scusarmi, devo essermi addormentato», disse alzandosi dalla poltrona. «Come posso esservi d’aiuto?» chiese infine lui provando un certo imbarazzo. Aveva appena concluso il suo bellissimo sogno ed ora se la ritrovava davanti a se in tutta la sua bellezza. Il suo cuore si rammaricò nel scoprire che tutto ciò non era stato reale.
   Sul viso di Sara apparve un leggero sorriso. Da quando lo conosceva non l’aveva mai visto dormire: c’era qualcosa di tenero sotto quel suo aspetto orgoglioso e arrogante, qualcosa che non aveva mai trovato in altri uomini. Si chiese quale sogno avesse tormentato la sua mente per metterlo così a disagio. «Scusami se ho disturbato il tuo sonno, ma volevo restituirti il libro di Mr O’Brayan», disse lei porgendoglielo «so quanto sia prezioso per te».
   Lui lo prese e lo appoggio con delicatezza sul piccolo scrittoio alle sue spalle.
   «Spero siate riuscite a trovare la lettura interessante».
   «Devo dire di sì, molto avvincente anche se, con assoluta certezza, la lettura mi ha condotto in un vicolo cieco».
   «Da questo devo dedurre che la vostra ricerca non si è ancora conclusa».
   «Come l’hai capito?»
   «Anche se vi conosco appena ho compreso che siete una donna molto determinata e coraggiosa all’occorrenza».
   «Suppongo che sia proprio così».
   «Sappiate Miss Sara che se aveste bisogno di un ulteriore aiuto, vi prego non esitate a domandare».
    In fin dei conti non sembrava conoscere così bene quell’uomo. La sua disponibilità e gentilezza riuscivano a mimetizzare bene il suo carattere superbo e chiuso. «In realtà ho una richiesta» rispose lei, «più che richiesta è una domanda».
   «Chiedete pure», disse lui mettendo entrambe le mani dietro la schiena.
   «Mentre ero lì, intenta a studiare questo prezioso libro, mi chiedevo quale sia la natura del tuo interesse. Perché, devi ammettere, che non è solo un volume di un certo valore economico, ma credo ci sia qualcosa di più di questo. Senza offesa, ma penso che il libro di Mr O’Brayan non rientri nella lista delle tue letture preferite».
   Appena sentì la sua domanda iniziò a passeggiare avanti e indietro con malcelato nervosismo.
   Prima di mettersi a parlare si fermò come se all’improvviso ritrovasse nella sua mente una risposta perfetta da dare a Sara senza rivelarle troppe informazioni. «Miss Sara, questo libro un tempo era appartenuto a una persona molto vicina alla mia famiglia. Abbiamo sofferto molto la sua perdita e mi rammarico non averle dato molte attenzioni. Era una donna molto simile a voi: volitiva e non troppo incline a seguire gli schemi della società. Come vedete il mio interesse è prettamente personale. Le vostre osservazioni sono corrette. Ho notato anch’io la natura particolare del libro».
   «Come ad esempio le varie formule ed espressioni matematiche o gli appunti ai margine del foglio».
   «Sì, proprio quelli», rispose lui con garbo e un pizzico di mistero. «Ad essere sincero non ho mai capito per quale motivo fosse così ossessionata da questo libro. Dopo la morte di mio padre non faceva altro che consultarlo e a proteggerlo come fosse una sorta di reliquia preziosa. Si chiuse in se stessa e smise quasi del tutto di parlare, tranne per le sue sporadiche teorie senza senso. Nessuno di noi riuscì più ad aiutarla. Non le importava di nient’altro, tranne che di quel dannato volume», fece una breve pausa e alla fine disse: «Era mia intenzione chiedere un aiuto a un mio caro amico e professore di Londra per capire cosa possano significare quelle formule matematiche». 
   «Credo non servirà andare fino a Londra per scoprirlo», disse Sara con tono convinto. Seguì un lungo silenzio, osservando l’espressione sorpresa di Mr Darcy proseguì: «Dette in parole povere, la maggior parte degli appunti ai margini parlano di spazio-tempo e realtà parallele».
   «Spazio, tempo e realtà parallele?» chiese non credendo in ciò che aveva appena sentite.
   «Immagino che può sembrare un argomento un po’ ostico e incredibili da credere, ma proverò a spiegartelo in modo semplice», rispose Sara cercando di raccogliere nella sua mente tutte le informazioni necessarie per spiegare una teoria difficile da comprendere. Si schiarì la voce e iniziò il suo discorso. «Noi siamo abituati a concepire il tempo e lo spazio come delle grandezze assolute e indipendenti l’una dall’altra. Separate dalla natura e dal moto della materia. Per gli scienziati attuali il tempo non influenza lo spazio e viceversa. Nella nostra percezione comune siamo abituati a credere che il flusso del tempo sia continuo. Infatti ogni giorno misuriamo il trascorrere del tempo e lo facciamo grazie all’ausilio degli orologi che scandiscono il passare della nostra vita, in modo regolare. Allo stesso modo, anche lo spazio lo si può pensare come una grandezza unica e assoluta. Ma questa realtà assoluta e granitica potrebbe essere solo un’interpretazione della nostra mente».
   «Quindi state dicendo che la realtà in cui viviamo è tutta un’illusione?» chiese incredulo.
   «I nostri sensi ci ingannano e le nostre percezioni visive sono quasi sempre delle costruzioni del nostro cervello. Siamo sicuri che la realtà che percepiamo con i nostri sensi fisici corrisponda al vero? E cos’è reale?».
   «Ciò che vedo davanti a me è reale, nient’altro. Voi, Miss Sara siete più reale di quanto potessi immaginare».
   «Devi sapere che noi riusciamo a percepire solo una parte di ciò che ci circonda. È quello che nelle antica filosofia induista veniva chiamato il velo Maya e sta a indicare il mondo delle apparenze, è l’ombra della realtà scambiata per la realtà stessa».
   Darcy la guardò incredulo. «Credo di non aver ben compreso le vostre parole. I vostri sono dei semplici concetti filosofici che nulla hanno a che vedere con ciò che percepiamo nel modo reale. Come può il tempo essere solo un’illusione?»
   Sara sorrise leggermente. «In effetti è difficile da credere, ma se riuscissimo ad ampliare il nostro pensiero in modo creativo non troveremmo questa teoria così tanto strampalata».
   «Devo ammetterlo Miss Sara, voi siete una donna dotata di una grande immaginazione».
   «Lo so che potrebbe sembrare una cosa totalmente irrazionale, ma se ci pensate bene il tempo non è altro che il tentativo di organizzare la nostra società. In alcuni miti antichi e anche nella cosmologia druidica viene definito il tempo come la parte fluida. Un mare navigabile in cui ci si può muovere. Conoscete i canti di Ossian?»
   «Certamente, li conosco», rispose lui in tono serio, «È una leggenda che racconta di un eroe innamorato di una principessa fatata. Fu da questa rapito e trasportato su una nave di cristallo e portato nel paese dell’eterna giovinezza».
   «E quando tornò il mondo che conosceva non c’era più. Aveva viaggiato attraverso il tempo».
   «Voi credete davvero a queste sciocchezze. Sono solo dei miti e delle fiabe scritte per dei bambini, niente di più», osservò con una certa rigidità di pensiero.
   «Tutti i miti e le fiabe hanno un fondo di verità».
   «Credo vi stiate lasciando troppo trasportare dalla vostra vivida fantasia», rispose in tono secco. 
   «Può darsi che sia così», ammise Sara alterata, «ma è stata l’immaginazione a farci progredire ed andare avanti. Se non fosse stato per l’intuizione geniale di molti scienziati che sono riusciti ad andare oltre ai soliti schemi mentali, riuscendo ad immaginare un mondo diverso per l’essere umano, a quest’ora abitavamo ancora nelle caverne e ci arrampicavamo sugli alberi» rispose seccamente. «Ti auguro una buona mattina e una buona lettura Mr Darcy», concluse andandosene dalla stanza.
   Quella donna mi stava facendo andare fuori di testa. Di sicuro non avevo intenzione di offenderla in alcun modo, pensò Darcy. 
   Tuttavia Sara non gradì affatto le considerazioni superficiali fatte da Mr Darcy che sembravano sminuire le sue capacità di analisi. Nel contempo lui faceva una grande fatica a concepire e sostenere le sue teorie. Dal suoi modo di vedere, il libro era solo un misto di miti e leggende popolari,  illustrato in modo eccelso e farcito da qualche canto e stramberie varie. Alla fine decise di considerarlo in tale maniera.


Lettera di Mr Darcy a Miss Georgiana Darcy

 

Pemberley, Derbyshire, Domenica 22 ottobre

Mia carissima Georgiana mi ha fatto molto piacere sentire nella tua ultima lettera che state bene e che avete ritrovato la vostra spensierata allegria. Mi rammarico ancora adesso nel pensare a cosa vi è accaduto la scorsa estate a Ramsgate. Se solo fossi stato più attento, tutto questo non sarebbe accaduto. Se dovete incolpare qualcuno, incolpate me e non biasimatevi. È stata la mia disattenzione a provocare tutto ciò. Anche se la tua reputazione è salva, il dolore nel mio cuore è enorme e non so come potrò mai fare ammenda. Dovete farvi coraggio e non abbattetevi, avete dovuto superare una prova importante nella vostra vita e ci siete riuscite nel migliore dei modi.
Sono davvero felice di sapere che troviate molto simpatica la vostra nuova tutrice. Ora avete qualcuno con cui confidare i vostri segreti. Nostro cugino Henry ha fatto bene a raccomandarcela. Questa volta sono stato molto più accorto e scrupoloso nella scelta.
Mi è arrivato il vostro dipinto ad acquarello. Devo ammettere che siete molto migliorata dall’ultima volta. Avete fatto dei progressi incredibili. È davvero splendido come siete riuscita a realizzare quei meravigliosi riflessi di luce. Quando farò ritorno a Pemberley, vi aiuterò ad appenderlo nella nostra galleria. Sono curioso di sapere se avete realizzato il dipinto del nostro coniglio bianco. Quanto desidererei vederlo.
Anche se trovo l’Hertfordshire abbastanza monotono, sto trascorrendo un piacevole soggiorno. Charles sa sempre come rallegrare le mie giornate. Caroline e Luisa vi mandano i loro saluti e non vedono l’ora di rivedervi.
Sono riuscito a recuperare il libro appartenuto alla nostra famiglia presso una libreria di Meryton. Il proprietario è un giovane irlandese, molto gentile e rispettabile, di nome O’Brayan. Non so ancora come sia potuto finire in quel luogo. Ho fatto un’offerta che non potrà di certo rifiutare. Al principio non era molto sicuro di vendermelo, ma sono riuscito a convincerlo in poco tempo. Ad essere sincero non comprendo il motivo di tutto questo interesse per questo libro. A parte la sua bellezza e preziosità non ci vedo nulla di così straordinario e insolito. Vi sono degli elementi curiosi che non avevo mai visto prima. Su molte pagine ci sono diverse annotazioni ai margini del foglio che non sembrano essere scritte dallo stesso autore. Ho chiesto a Mr O’Brayan, ma mi ha detto di non sapere nulla e di averlo già trovato così quando lo ha acquistato.
Nella mia lettera precedente non credo di averti parlato di Miss Sara Rosenwirth. È una donna bene educata e cugina della famiglia Bennet. Questa mattina mi ha illustrato una sua teoria, secondo me alquanto singolare e ridicola, sul significato delle annotazioni sui fogli. Mi ha parlato di cosa secondo lei sia lo spazio e il tempo, definendo quest’ultimo come non reale e condizionato dall’osservatore. Lo ha poi descritto come un fenomeno non legato allo scandire del tempo delle lancette dell’orologio. Quante sciocchezze. Non ho mai sentito nulla di così assurdo. Nonostante possano sembrare bizzarre e stravaganti le sue teorie, considero Miss Sara Rosenwirth una donna molto intelligente e misteriosa allo stesso tempo. Grazie alle sue capacità è riuscita a salvare la vita di Mr Hurst. Noi tutti pensavamo che fosse morto, così all’improvviso alla sua giovane età, per un attacco di cuore, ma lei non si è arresa. Adesso non voglio entrare nello specifico, ma è riuscita come per magia a riportarlo in vita. Un vero miracolo venuto dal cielo. Luisa è diventata subito dopo sua cara amica, credo si confidino molto in questi giorni di permanenza qui a Netherfield. Purtroppo non ha il favore di Caroline, credo sia una questione di gelosia e ha ragione ad esserlo.
Dovete scusarmi, ma Caroline continua ad interrompermi chiedendomi di voi e dei vostri progressi. Trovo poco piacevole il suo comportamento, non fa altro che osservarmi ed elogiarmi sulla mia grafia e la lunghezza delle lettere in un modo a dir poco esagerato.
Vi aggiornerò nella mia prossima lettera, ora devo andare.

Il vostro affettuoso fratello, Fitzwilliam

 

S e Miss Caroline Bingley fosse riuscita a leggere ciò che Darcy aveva scritto, avrebbe scoperto che erano di altro genere i pensieri che lo tormentavano.
   «Miss Darcy sarà deliziata nel ricevere la vostra lettera», asserì Caroline.
   Nessuna risposta arrivò.
   «Con che velocità riuscite a scrivere Mr Darcy».
   «Siete in errore, scrivo piuttosto lentamente».
   «E quante lettere avrete scritto quest’anno e quante ne scriverete ancora. Suppongo molte lettere d’affari che troverete di certo insopportabili».
     «Per fortuna non rientrano nelle mie competenze, ma piuttosto nelle vostre».
   Sara si trattenne dal ridere nell’ascoltare le risposte dirette datate da Mr Darcy. Aveva notato la sua insofferenza, nascosta dietro una maschera di pura cortesia, ma per quanto si sforzasse a sembrare garbato, agli occhi del pubblico presente si percepiva la sua irritazione. Miss Caroline sembrava stesse recitando una parte teatrale scritta da uno sceneggiatore toppo scadente per fare il grande passo verso il successo. Il modo d’essere di Caroline nascondeva una profonda e inconfessabile insicurezza. Nonostante fosse una donna molto ricca, non aveva ancora ben compreso quale fosse la strada che l’avrebbe condotta alla sua felicità. Avrebbe potuto comperare case e terreni in ogni dove, ma mai sarebbe riuscita a conquistare l’amore di Mr Darcy.
   «Dite a vostra sorella che desidero rivederla», disse Caroline.
   «Glielo ho scritto nella precedente lettera come mi avevate richiesto».
   «Vedo che la vostra penna non sta scorrendo bene, se volete ve l’aggiusto».
   Santo cielo cosa devo fare per essere lasciato stare? «Sono capace di aggiustarmela da solo».
   «Un giorno mi mostrerete come riuscite a scrivere così diritto».
   Un gentiluomo potrebbe essere lasciato in pace senza essere interrotto in queste sciocche affermazioni? 
   Silenzio.
   «Potete riferire a vostra sorella che sono felice dei suoi progressi sull’arpa e sul suo incredibile disegno. Sono entusiasta e trovo che sia anche migliore di quello di Miss Grantely»
   Questa è una persecuzione. «Mi rammarico, ma non ho più spazio in questa lettera per le vostre lusinghe. Potrete dirglielo di persona quando la vedrete». Per quanto ancora Caroline dovrà andare avanti in questo modo, pensò Darcy, non si è nemmeno resa conto che non sto più scrivendo a mia sorella Georgiana, ma a mio cugino Henry.
   «Scrivete sempre delle lettere così lunghe e belle?» proseguì Caroline. 
   La sua è un ossessione, che Dio mi liberi. Sto facendo fatica a non risponderle in modo sgarbato. «Non so giudicare la bellezza, sul fatto che siano lunghe, dipende dalle circostanze del momento». Mi chiedo cosa ci sia di bello nel parlare delle milizie del colonnello Forster e della guerra contro Napoleone.
   «Credo che chi scrive delle lettere lunghe non possa assolutamente scrivere male». 
   «Se la tua scrittura è così diritta come afferma Miss Caroline», intervenne Sara, «significa che hai una predisposizione a seguire pedissequamente le regole imposte. Il lato positivo è che sei una persona con una forte stabilità e molto affidabile, capace di mantenere gli impegni presi nel modo ottimale. Conducete una vita con grande responsabilità in ogni suo ruolo e siete molto fedeli». Chiuse il libro che stava leggendo e osservò la faccia soddisfatta di Mr Darcy. «Peccato però che personalità di questo tipo abbiano un’estrema rigidità affettiva perché troppo ligie alle regole imposte dalla società. Sono abituati a eseguire gli ordini e non esprimono un pensiero che potrebbe andare contro le regole. Una mentalità così schematica preferirebbe mettere via i propri desideri piuttosto che inseguirli semplicemente perché li considera mere illusioni. C’è da dire che spesso utilizzano questa loro rigidità come arma di difesa, sono la loro ancora di salvezza. Temono ciò che non conoscono e pertanto si aggrappano a regole preconfezionate e sicure. Se la tua è anche una scrittura troppo dritta potrebbe essere che tu sia stato educato in un modo molto rigido e sei abituato a non disobbedire alle regole imposte».
   «Oh cielo!» esclamò Luisa, «siete riuscite a ricavare tutte queste informazioni da una semplice lettera?»
   «Come il discorso rileva le concezioni dell’anima, così la scrittura rileva il discorso e la concezione» rispose citando Aristotele. «Dalla scrittura si possono capire molte cose di una persona e molti tratti del suo carattere. Può rilevare gli echi assonanti e dissonanti dell’anima e riesce a identificare gli elementi che condizionano l’essere umano aiutandolo a identificare le cose che ci frenano nella nostra evoluzione».
   «Chi l’avrebbe mai detto», esclamò Mr Bingley. «Davvero straordinario! Ecco spiegato perché Mr Darcy non scrive con una certa velocità. Avete una natura analitica, affidabile e precisa».
   «Di certo non posso negare che la mia scrittura sia lenta e precisa, ma il problema è che la mia velocità di pensiero e così rapida che se scrivessi una lettera in tale modo, in pochi riuscirebbero a comprenderla appieno. Sono sempre stato tormentato nel capire quale sia il modo corretto per scrivere una lettera, se seguire la mia velocità di pensiero e comunicare in modo non comprensibile o farmi capire scrivendo in modo chiaro. Ho scelto la seconda, ma per necessità».
   «Io consiglio di seguire il proprio istinto e il proprio cuore perché non sbaglia mai» intervenne Sara, «ma nei casi come questi, una lettera è preferibile scriverla con una grafia comprensibile a chi legge. Mia madre ha una scrittura indecifrabile, molte volte mi sono lamentata con lei perché non riuscivo mai a capire i suoi messaggi».
   «Anche Charles scrive nella maniera meno ricercata possibile», affermò Miss Bingley, «dimentica le parole e scarabocchia delle altre».
   «Lo faccio perché le mie idee fluiscono con tale rapidità che spesso le mie lettere non comunicano nulla ai miei corrispondenti».
   «Da come la descrivi mi viene in mente la scrittura di Napoleone, una scrittura scomposta, rapida e spesso incomprensibile. Il che significa una natura passionale e istintiva», disse Sara.
   «La passionalità e l’istintività non sempre è molto lodevole», disse Mr Darcy. «Può essere molto apprezzata a chi lo possiede, ma va a discapito del modo di fare le cose e spesso non è altro che indifferenza delle opinioni altrui e talvolta un’indiretta vanteria. La capacità di passare dal pensiero all’azione, indubbiamente porta a dei vantaggi, ma non credo che voi possediate questa caratteristica e nemmeno io. Quando avete detto a Mr Bennet che se decideste di lasciare Netherfield lo fareste in cinque minuti, lo avete detto più come una forma di lode a voi stesso. Tuttavia cosa c’è di lodevole in una precipitazione che lascerebbe qualcosa di incompiuto e non porterebbe nessun vantaggio agli altri?»
   «La mia non era una volontà di farmi bello davanti alle signore. Parola d’onore, mi sono espresso con sincerità».
   «E non lo metto in dubbio, ma le vostre decisioni sono dipese dal caso. Sono convinto che se un vostro amico ti dicesse: ‘Bingley, faresti meglio a rimanere fino alla settimana prossima’, è probabile che voi lo fareste e basterebbe un’altra parola per trattenervi un’intero mese», concluse Darcy.
   «Hai solo messo più in luce il suo carattere», affermò Sara, «e hai dimostrato che Mr Bingley è subito pronto a modificare al momento le sue decisioni. Rinviare la partenza su richiesta di un amico non è segno di debolezza, ma di una profonda e fraterna amicizia. Credo tu lo abbia elogiato molto più di quanto volevi» concluse lei ribaltando le parole di Mr Darcy a favore del suo amico.
   «Sono molto grato» disse Bingley, «siete riuscita a tradurre nel senso opposto le parole di Mr Darcy in un complimento alla bontà del mio carattere. Mi considererebbe meglio se, in tale circostanza, mi opponessi con un rifiuto e fuggissi il più rapidamente possibile» esclamò infine sorridendo allegramente.
   «Prendendo il caso in questione voglio ricordavi che Bingley ha espresso soltanto il desiderio senza offrire un argomento che avvalorasse l’opportunità»
   «Assecondare la richiesta di un tuo amico per te non è un merito?»
   «Cedere senza esserne veramente convinto non è gratificante per l’intelligenza di entrambi».
   «Detto così sembra che tu non accetti nulla che sia dettato dall’amicizia e dall’affetto. Spesso il rapporto fraterno con un amico può portarci a delle scelte che non coincidono con un ragionamento logico e lineare. L’amicizia è un sentimento molto speciale e molto raro, lo considero come il più bello di tutti perché è fonte di condivisione, di aiuto e di collaborazione per un benessere comune è un modo per condividere la nostra vita con chi ci sta più a cuore e racchiude in se tutta una serie di sentimenti che ci aiutano a crescere. La considero una forma di amore eterno che non nasce e non muore mai perché vive dentro di noi». 
   Per quale motivo ogni volta che parlo con Miss Sara mi sento sempre così a disagio e fuori luogo? Trovo sempre stimolanti le sue discussioni. Ho l’impressione che voglia stuzzicami per farmi reagire in qualche modo. Grazie a lei non ho dovuto più sentire i discorsi noiosi di Caroline. «Prima di continuare a discutere, non sarebbe consigliabile avere maggior chiarezza del grado di intimità delle due parti prima di prendere una decisione?»
   «Senza dubbio», esclamò Mr Bingley, «definiamo tutti i dettagli, senza dimenticare l’altezza degli amici e le loro taglie, perché dovete sapere Miss Sara, che ha un peso enorme più di quanto non potete immaginare. Vi assicuro che se Darcy non fosse così alto, non gli attribuirei la metà del rispetto che ho per lui. Non conosco persona più terribile, in special modo la sera a casa sua, quando non ha nulla da fare».
   A quelle parole dette con malcelata ironia, Mr Darcy sorrise in modo freddo senza darne troppo peso. Miss Caroline sembrava invece offesa dal comportamento di suo fratello ed esordì dicendo di aver detto un sacco di sciocchezze.
   «Ho capito cosa volete fare», disse Darcy, «di solito quando non amate un certo tipo di discussione, ci riducete al silenzio».
   «È probabile», ammise Mr Bingley.
   La discussione ebbe fine e tutto tornò come prima: Mr Darcy concluse la lettera a suo cugino Henry, Sara proseguì la lettura e gli altri si misero a giocare a carte. Dopo un po’ di tempo Darcy chiese se qualcuno volesse suonare un po’ di musica. Caroline prontamente si precipitò al pianoforte e iniziò a cantare alcune romanze italiane – niente a che vedere con il repertorio musicale di Sara. Poco dopo si unì Mrs Hurst e cantarono allegramente per quasi tutta la serata. Sara non conosceva nessuna di quelle canzoni, quindi si limitò ad ascoltarle con grande attenzione. Erano brave e le loro voci, con un registro vocale non troppo acuto, si amalgamavano molto bene. Mentre Sara era intenta a leggere alcuni libri di musica e partiture, si accorse che gli occhi indiscreti di Mr Darcy spesso si soffermavano ad osservarla in ogni suo movimento. Ora non sapeva di preciso quale fosse la natura di così tanto interesse, quindi suppose che era solo una sua volontà, alquanto insopportabile, di studiarla meglio. Trovava sciocco presupporre che avesse un qualche interesse nei suoi confronti e di sicuro non desiderava l’approvazione di un uomo presuntuoso come Mr Darcy.
   Dopo aver cantato una serie di canzoni, Mr Darcy chiese a Sara se avesse voglia di ballare un reel.
   «Un reel dici? Preferirei di no, grazie»
   «Se sono per i miei nobili piedi, non preoccupatevi ho messo dei rinforzi sulle punte»
   Ailo, el cominzia a far anche batude. Cocolo, no ghe casco sa. «Non è per e i tuoi nobili piedi che, come sai, tengo molto alla loro incolumità, ma è per il fatto che non conosco nemmeno un passo di questo ballo».
   Sara si aspettò uno scontro di qualche tipo, ma questo non avvenne. Anzi iniziò ad essere gentile e premuroso come mai non lo era stato fino ad ora. Darcy era così affascinato dalla sua bellezza e intelligenza che se non fosse stata per la sua posizione sociale, le avrebbe già chiesto di sposarlo senza farsi troppe domande. Di tutto questo Miss Caroline se ne accorse all’istante e per questo chiese con insistenza di suonare anche lei qualcosa al pianoforte. Lei accettò di buon grado, andò al piano e suonò in modo splendido per tutto il resto della serata. Era un modo per estraniarsi dal resto del mondo, dimenticare tutto e non pensare ad altro se non alla musica. 

 

Il Diario di Sara

 

Lunedì 23 otobre 1797

Iera ora che rivasi a farme un bagno caldo. Son restada cusi tanto tempo in vasca che la servidora la xe entrada in stanza parvia che la pensava che fosi morta. Inveze no, son viva e vegeta. Go dovudo sorbirme per alcuni minuti le sue lagne. Me domando se sti inglesi no i xe mai restadi in vasca per più de dieze minuti. Me vien de pensar che i sia come i gati: i ga paura de l’acqua.
Deso son in camara de Jane. Gavemo ciacolado un poco e la me ga ringraziado de tuto quel che go fato per ela. La sa quanto no me piasi star in sta casa. Tuto somando no xe sta cusi tragica. Xe stadi de momenti sai bibiosi ma li go superai con fazilità.

Obietivi conquistai:
- Mandar in monaza el medico ciarlatano
- Curar l’influensa de Jane
- Salvar la vita al sior Hurst a l’ultimo secondo
- Conquistar l’amicizia de Luisa
- Rivar a guantar malamente el caratere soperbo de Darcy
- Superar in modo difizile le ciacole mone de la squinzia
- Far finta de no sentir i comenti negativi su de mi e comportame con stile
- Stuzigar Darcy per farghe aver ‘na minima reazion (xe sta inutile)
- Rivar a no far pupoli su ogni roba che i fa e che i disi
- Capir l’utilità de le mudande col buso
- Rivar a impizar el fogo del camineto senza brusarse i dedi
- Convinzer el sior Hurst a no berver come una piria e farghe magnar de meno

Ore 17:00
Xe sai fastidioso sentir de sconton cosa disi la squinzia de mi con Darcy.
Mentre che iero a papuzar per ’l bosco, son andada a spander aqua drio un frasco.
A un certo punto li go sentidi. Caroline la se ga meso a sparar cagade a nastro, fazendo previsioni mone su mi e Darcy insieme, come se ’l giovinoto ’l volesi sposarme doman. Non so come che a zerta zente ghe vien in mente robe compagne.
La squinzia la ghe ga augurado un sposalizio felize con ’l suo amor. “Vi suggerisco di insegnarle a mettere un freno alla sua lingua e di spiegarle i comportamenti richiesti dalla società. E quando vi capiterà, fate fare il ritratto di Sara da un vero professionista così riuscirà a cogliere i suoi splendidi occhi ”.
’L fato che li go sentidi xe stado un puro caso.
Darcy xe stado fredo come solito, el se ga limitado a dir: “Avete nient’altro da proporre per la mia futura felicità domestica?“
Se ogni tanto ’l smontasi da quel scagno e se nol fosi cusi soperbo, ’l podesi anche piaserme un poco.
Ma xe vero che go dei bei oci?

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