Un'altra vita all’improvviso - Come farsi catapultare impreparati nel mondo di Jane Austen - Capitolo 22 • Barbara Mapelli
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Un’altra vita all’improvviso – Come farsi catapultare impreparati nel mondo di Jane Austen – Capitolo 22

Un’altra vita all’improvviso – Come farsi catapultare impreparati nel mondo di Jane Austen – Capitolo 21
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Romanzo a puntate scritto da Barbara Mapelli

Versione alternativa di "Orgoglio e Pregiudizio"


Capitolo 22

 

L

a questione Mr Collins sembrava essersi risolta nel migliore dei modi e nessuna delle giovani ragazze dovette più sopportare le sue interminabili e noiose lusinghe. Questa situazione rese tutti felici — tranne Mrs Bennet. Il suo umore non migliorò affatto e dopo alcuni battibecchi decise di ritirarsi chiudendosi in se stessa. Suo marito era indubbiamente entusiasta del silenzio che riempiva ogni angolo della casa. Perfino Mr Collins si rinchiuse in un ostinato mutismo risentito, cercando di evitare il più possibile Sara, la donna che più di tutte lo aveva ferito nel suo orgoglio. Il suo rancore represso non lo tenne per sé, ma decise di condividerlo con Miss Lucas, la quale felice, lo ascoltò con molta attenzione e lo consolò nel miglior modo possibile. Le ragazze avevano sperato che il suo risentimento lo avrebbe portato ad abbreviare la sua permanenza a Longbourn, ma questo purtroppo non avvenne — mantenne la sua decisione di partire il sabato e fino a quella data sarebbe rimasto.
   Il giorno seguente la situazione non migliorò, ma per Mr Bennet le cose non potevano andare meglio di così: non dovette più ascoltare le interminabili chiacchiere di sua moglie su cose banali e nemmeno dare retta ai suoi soliti pettegolezzi per lui così poco importanti che non facevano altro che riempire le sue orecchie di cose futili. Fu così che passò le ore con spensieratezza parlando di svariati argomenti con le figlie e con Sara, senza dimenticare di sbeffeggiare la moglie per il suo interminabile mutismo.
   Dopo colazione le ragazze decisero di andare a Meryton per incontrare alcuni ufficiali e Sara ne approfittò per recarsi da Mr Morgan dove potè discutere a lungo sul contenuto del libro.
   «Può essere difficile da comprendere», disse Mr Morgan in modo pacato, «ma le invocazioni scritte in quel libro sono solo un mezzo. Il potere di aprire o chiudere un portale dipende solo da te e da nessun altro».
   Sara rimase in silenzio per qualche momento, riflettendo su ciò che aveva appena sentito «Compreso aprire varchi demoniaci e oscuri?» rispose infine affranta. «Ancora adesso non so spiegarmi come io ci sia riuscita. Perché proprio io?».
   Mr Morgan le disse con un sorriso gentile: «Oscurità e luce fanno parte di noi, dobbiamo solo capire le differenze, accettare questa realtà e fare del nostro meglio per non alimentare quella negatività che si nutre delle nostre paure e debolezze. Devi imparare ad essere consapevole di te stessa e abbracciare quell’amore universale che ci connette alla forza creativa dell’universo. Nel momento in cui quella sera, quando eri assieme a Wickham, hai deciso di non aprire quel portale oscuro, ha fatto la tua scelta. Hai scelto la luce». Si alzò dalla sedia per mettersi più vicino a Sara. «Il tuo è un dono raro, non lo devi sottovalutare» disse in modo pacato. «Hai la straordinaria abilità di sintonizzarti con quell’energia universale e di attingere a quella forza divina che scorre in ognuno di noi. Centinaia di persone avrebbero la possibilità di controllare queste energie, ma solo poche di queste riescono a farlo. Per la maggior parte dei comuni mortali, che noi chiamiamo “normali”, non esiste nemmeno l’idea che questa forza possa esistere, ma tu… in un modo del tutto inconsapevole e senza nessuna spiegazione o suggerimento in merito, sei riuscita a realizzare un’impresa che solo pochi altri prima di te hanno fatto. Metti da parte la logica, guarda dentro te stessa, dentro il tuo cuore e lì troverai l’energia capace di sprigionare tutta la forza necessaria per aprire l’ingresso ai mondi. Se è ciò che desideri nel tuo profondo, allora le porte verso la tua realtà si apriranno di nuovo».
   «Quindi si tratta solo di volontà e di connessione con quella forza chiamata amore?», chiese lei dubbiosa.
   «Detto in parole semplici, sì, è proprio questo».
   Sara cercò di lasciarsi cullare da quelle parole rassicuranti, ma non le diedero alcun sollievo. C’erano ancora così tante domande che avrebbe voluto fare, ma rimasero lì dentro di lei, bloccate nella sua gola. Invano cercò di tranquillizzarsi: molti erano ancora i dubbi che la tormentavano. Erano sempre lì, presenti come una morsa che le attanagliava la mente senza mollare la presa. Sarebbe stato più facile per lei se tutta la questione si fosse solo limitata a Mr Wickham, ma non era così. Era molto più di questo. Al solo ricordo della notte precedente, un’ondata di gelo le attraversò tutta la schiena. Nella sua mente era ancora impresso il ricordo indelebile di quella mano fredda e spettrale che l’aveva afferrata con forza; un’istante dopo una sensazione di profonda tristezza si era impadronita di lei avvolgendola fino alle viscere, ed era stato così persistente che per un breve momento si era sentita come se la sua stessa vita non avesse più nessun motivo di esistere. Rabbrividì al solo pensiero di cosa sarebbe potuto accadere se fosse passata oltre quella soglia, assieme ai corpi spettrali che si contorcevano e gridavano in preda al dolore.
   Sollevò lo sguardo verso Mr Morgan con un debole sorriso sul viso. «Grazie» disse commossa, ma più per il dolore.
   «Non tutte le cose hanno una soluzione immediata» rispose Mr Morgan con un tono di voce rassicurante. «Ma se tu sei disposta a fare un passo alla volta, sono certo che potrai raggiungere qualsiasi obiettivo tu abbia in mente».
   Sara annuì e Mr Morgan le sorrise con gentilezza.
   Si lasciarono con la promessa che si sarebbero rivisti la settimana successiva, dopo il rientro di Mrs Hill. Uscì dall’ufficio e raggiunse le altre ragazze: le trovò impegnate in una conversazione con alcuni ufficiali dell'esercito. Anche se non ne era attratta da nessuno in modo particolare, fu felice di passare del tempo in loro compagnia e gran parte della giornata fu impiegata in allegre chiacchiere ed intrattenimenti all'aria aperta.
   Quando l’intera spensierata compagnia rientrò a casa, venne consegnata una lettera a Miss Jane Bennet: proveniva da Netherfield. Senza timore venne subito aperta dalla diretta interessata. La busta elegante conteneva una lunga lettera scritta con una grafia femminile. Dalla sua espressione mentre la leggeva, Sara intuì che non si trattavano di buone notizie. Non appena terminò la sua lettura, Jane la mise subito da parte e cercò in tutti i modi di riprendere quella serenità che l’aveva sempre contraddistinta. Da come parlava si capiva che qualcosa aveva scosso la sua anima e il suo carattere solare, conducendola in uno stato di profonda tristezza. Quando furono sole Jane chiese a Sara di seguirla in camera sua.
   Non appena entrarono estrasse la lettera e Jane disse sconsolata: «Sono molto stupita dal contenuto di questa lettera scritta da Caroline Bingley: afferma che stanno lasciando tutti Netherfield per andare in città e non hanno nessuna intenzione di tornare. Ma senti cosa dice…» Jane prese la lettera, l’aprì e con le mani tremanti lesse le prime righe in cui diceva che erano partiti subito in modo tale che quella stessa sera sarebbero riusciti ad arrivare in tempo per cenare a Grosvenor Street, luogo in cui Mr Hurst aveva una casa. La seconda parte diceva così:

 

“Mia cara amica, non rimpiango nulla di ciò che ho lasciato nell’Hertfordshire, ad eccezione della tua compagnia. Nell’avvenire, spero di godere molti altri piacevoli periodi come quelli che abbiamo trascorso assieme, ma nel frattempo allevieremo il dispiacere della separazione con una frequente corrispondenza. Spero di contare su di te per questo.”

 

Sara ascoltò con sospetto le dichiarazioni per lei fin troppo teatrali ma, anche se l’improvvisa partenza da Netherfield l’aveva colta di sorpresa, non vedeva nulla di così allarmante dal momento che Mr Bingley poteva benissimo tornare lì in qualsiasi momento. Quanto alla perdita della loro compagnia, per Sara questa era in assoluto la notizia migliore di tutte. Jane ne avrebbe di sicuro trattato beneficio.
   «Se riflettiamo su ciò che c’è scritto in questa lettera non potremmo fare altro che gioire» disse Sara con tono tranquillo. «Assapora il lato positivo, non dovremmo avere più a che fare con Caroline Bingley, e nemmeno con Mrs Hurst nonostante io la reputi assai più gentile e meno presuntuosa di sua sorella. Per non dimenticare che non vedremo più l’illustre Mr Darcy. Mi rammarico solo per la partenza di Mr Bingley, so quanto ci tieni a lui, ma credo che la tua bellezza e gentilezza lo farà tornare da te».
   Jane si girò verso Sara con profonda tristezza negli occhi. «Ma è proprio di Mr Bingley che voglio parlare» sospirò. «Questa lettera è stata scritta da Miss Bingley come un mezzo per farmi capire che suo fratello non nutre più alcun interesse per me. Il suo ritorno a Londra è stato anticipato perché Caroline e Louisa hanno convinto Mr Bingley a non rimanere più a Netherfield perché inopportuno. Ci ho pensato a lungo, ma credo che lui in realtà non mi ami più o forse, peggio ancora, non mi ha mai amato veramente», concluse lei molto amareggiata dato che aveva nutrito delle speranze che Mr Bingley le chiedesse ufficialmente la mano, ma era stata abbastanza saggia da non parlarne.
   «Non dire così. Sei una persona meravigliosa, Bingley sarebbe un pazzo a non innamorarsi di te. Tutti ti adorano e ti ammirano, non dimenticarlo mai».
   Un sorriso radioso apparve sul volto di Jane. «Hai la straordinaria capacità di rasserenare sempre il mio spirito con le tue dolci parole, nonostante la dura realtà sia più amara del previsto. Ma senti cosa dice ancora la lettera:
   “Gli affari di mio fratello a Londra si sono prolungati più del previsto; pensavamo che le sue faccende si sarebbero risolti in tre o quattro giorni, ma le cose non sono andate così. Ogni qualvolta mio fratello fa ritorno in città, non ha mai alcuna fretta di lasciarla. Abbiamo deciso di raggiungerlo per evitare che trascorra le sue ore libere in uno scomodo albergo. Molte delle mie amiche sono tornate a Londra per l’inverno e vorrei che anche tu, mia cara, fossi una di loro, ma non ci conto. Spero vivamente che anche il vostro Natale nell’Hertfordshire sia pieno di gioia e allegria per una tale felice ricorrenza e che i tuoi ammiratori siano così numerosi da farti dimenticare dei tre di cui ti abbiamo privato. Mr Darcy non vede l’ora di vedere sua sorella e noi stesse siamo molto ansiosi di incontrarla. Non ho dubbi che Georgiana Darcy sia senza pari per bellezza, eleganza e garbo, e mentre Louisa ed io la stringiamo al nostro cuore con affetto, sospiriamo ogni giorno di più nella speranza di poterla avere come nostra cognata. Forse non ti ho mai raccontato dei miei sentimenti al riguardo, ma non desidero partire senza averteli espressi, e sono certa che non li riterrai irragionevoli. Mio fratello nutre già una grande ammirazione nei suoi confronti ed ora che è qui, avrà sicuramente molte occasioni per frequentarla più da vicino: entrambe le famiglie auspicano un così felice legame e, se il mio intuito da sorella non mi inganna, Charles è capace di conquistare qualsiasi cuore femminile. Date tutte queste premesse favorevoli e nessun ostacolo in vista, sto forse sbagliando, mia carissima Jane, ad accarezzare la speranza di un evento che donerà tanta gioia a tutti?”
   «Mi sembra abbastanza chiaro», disse Jane delusa. «Miss Caroline Bingley non vuole che ritorni e non si aspetta che io diventi sua cognata. È convinta dell’indifferenza di suo fratello per me e desidera ardentemente che sposi Miss Georgiana Darcy. Forse mi sta mettendo in guardia? Tutte le mie intenzioni amorevoli verso Mr Bingley potrebbero essere solo una pura e mera illusione. Tu cosa ne pensi?»
   «Se vuoi la mia modesta opinione, Caroline si è accorta che suo fratello è innamorato di te, ma sta facendo di tutto per allontanarlo e fargli sposare la sorella di Darcy. Per convincerlo lo ha perfino raggiunto. Chissà quali cose gli avrà raccontato per farlo desistere».
   Le dita di Jane si strinsero intorno alla delicata tazza di porcellana che teneva in mano, con le nocche che diventavano bianche per la tensione. Bevve un sorso di tè, sentendo il calore diffondersi nel petto mentre considerava le parole di Sara. Nonostante la sua risposta la confortasse, Jane non era convinta dell'ipotesi di Sara.
   «Davvero Sara?» chiese Jane, con voce esitante. «Credi davvero che Caroline arriverebbe avuto il coraggio e l’arguzia di manipolare il suo stesso fratello?»
   Sara annuì solennemente, i suoi riccioli chiari rimbalzavano leggermente. «Non farei molto affidamento sulla sua arguzia», rispose lei ironica. «ma più sulle sue doti di manipolatrice. L’ho visto accadere un sacco di volte. Le persone fanno cose disperate quando c'è in gioco l'amore o i soldi. Credo che una donna del genere sarebbe capace di qualunque cosa pur di arrivare ad ottenere un alto status sociale. Devi credermi Jane» incalzò convinta spingendosi in avanti sulla sedia. «Chi mai potrebbe dubitare del tuo immenso affetto per Bingley, nemmeno sua sorella. Sa cosa provi per lui ed è consapevole dell’amore che suo fratello prova per te. Per questo ha deciso di intervenire per separarvi una volta per tutte. Forse perché crede che la tua famiglia non sia abbastanza ricca e altolocata, e mira a farlo sposare con Miss Darcy solo per il suo ingente patrimonio. Un matrimonio del genere porterebbe grande pregio alla sua famiglia. Senza contare il fatto che la stessa Caroline è innamorata pazza di Darcy. Un ulteriore unione con la famiglia Darcy sarebbe per lei un successo enorme in termini di prestigio sociale».
   Jane si morse le labbra, cercando di immaginare le motivazioni di Caroline per un simile progetto. Aveva sempre pensato che Caroline le fosse affezionata, ma forse aveva giudicato male la sua amica.
   «Detto questo», proseguì Sara con fermezza, «reputo Caroline una povera ingenua se pensa di conquistare il cuore di Darcy con così tanta facilità, ed è un’illusa se crede di separare due persone che si amano così tanto come tu e Charles. Non puoi credere alle parole di Caroline. Anche se dice che suo fratello prova una grande ammirazione per Georgiana, questo non significa che ne sia innamorato».
   Jane sospirò, con il cuore combattuto tra il desiderio di credere nella bontà dei suoi amici e la dura realtà che le si presentava davanti. Le si strinse il petto quando considerò la possibilità che la sua stessa felicità potesse essere strappata via così facilmente. «La tua versione mi conforta molto, ma sono convinta che Caroline non è così crudele come la descrivi. Non sarebbe mai capace di compiere una atto così vile nei miei confronti e più facile che abbia un giudizio sbagliato sull’intera vicenda».
   «Se questo ti conforta, pensa pure che Bingley non ti ami e che Caroline sia una vera amica».
   «Come puoi pensare che io sia felice e che tutto stia andando per il meglio quando i suoi amici e le sue sorelle desiderano che sposi un’altra?».
   «È una tua libera scelta», rispose Sara in modo secco, «dopo un’attenta riflessione dovrai decidere se deludere la crudele Caroline e sua sorella o abbracciare l’amore della tua vita dimenticando tutto il resto. Se scegli la prima, ti consiglio di cancellarlo dalla tua mente all’istante, sarebbe una pena troppo profonda per il tuo cuore».
   Jane annuì lentamente e rimase in silenzio per qualche minuto. Con un po’ di coraggio disse: «Ma come faccio ad essere certa dei suoi sentimenti per me? ».
   «Ho notato come lui ti guardava quando eravate insieme, mi sembra abbastanza chiaro il suo interesse per te! Ma non posso darti alcuna garanzia riguardo alle sue intenzioni, quel che è certo è che in questo momento devi solo pensare a te stessa e agire in base a cosa senti nel tuo cuore».
   «Lo sai bene cosa provo per lui, come potrei mai dimenticare il suo volto e mi addolora molto leggere le loro parole di disapprovazione nei miei confronti. Mi addolorerebbe molto lasciarlo andare senza provare a dire a Charles cosa provo realmente per lui».
   «Allora se è così, allontana tutti i tuoi dubbi e le tue paure e abbraccia il folle pensiero di vederti sposata con Bingley». Le prese entrambe le mani e le disse: «Lui ti ama, e questo lo sai anche tu».
   «E se non tornerà quest’inverno cosa farò?» chiese sconsolata Jane con le lacrime agli occhi. «Sei lunghi mesi di attesa sono davvero tanti, più di quello che possa sopportare il mio cuore. In tutto questo tempo possono accadere molte cose». Jane aggrottò le sopracciglia al pensiero di dover aspettare ancora così tanto tempo prima che Bingley facesse ritorno a Netherfield. Sperava davvero che si impegnasse per tornare prima dell’inverno. Non potendo fare affidamento su Caroline per ottenere notizie da Charles, decise di scrivere a sua zia Gardiner chiedendole di informarla su eventuali movimenti della famiglia Bingley.
   A Sara non sfiorò neppure l’idea che Charles non avrebbe più fatto ritorno a Netherfield. Era sicura dei sentimenti profondi che pervadevano entrambi, un amore così intenso come il loro non poteva fare altro che sbocciare. Dall’altro lato non credeva che quella vipera subdola di Caroline, avesse l’abilità di influenzare i sentimenti di suo fratello, indirizzandoli da altre parti a suo piacimento. Charles era un uomo indipendente, poco incline a farsi controllare da una persona come sua sorella. Cercò quindi di convincere Jane a non scoraggiarsi troppo e non sprofondare nel suo pessimismo. Consigliò di informare Mrs Bennet solo della partenza della famiglia e di non riferire tutti gli altri dettagli. Perfino la sola comunicazione parziale del contenuto della lettera l’agitò e si disperò per la spiacevole circostanza che imponeva le sorelle Bingley a partire proprio nel momento in cui stavano diventando più intime. Nonostante tutto si calmò nell’idea che Mr Bingley sarebbe tornato presto a Longbourn e già si immaginava le varie portate e cibi prelibati da offrire al suo gradito ospite.

 
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