L’incantevole castello di Chaumont • Barbara Mapelli
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L’incantevole castello di Chaumont

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L’incantevole castello di Chaumont si erge su un colle sovrastante del fiume Loira, tra le città di Blois e Amboise. Perso il ruolo chiave nella strategia difensiva dei conti di Blois, la fortezza si trasformò gradualmente in una piacevole residenza signorile, circondato da un vasto parco ornamentale, concepito nello stile paesaggista inglese.

Ogni anno, i giardini del castello, ospitano il frequentatissimo Festival Internazionale dei Giardini, in cui creatività e bellezza si uniscono per dare vita alle più sorprendenti creazioni paesaggistiche del mondo. In questa dimora tra gli altri abitò Caterina de’ Medici, Diana di Poitiers e accolse altrettante personalità famose e importanti come gli astrologi Cosimo Ruggeri e Nostradamus, l’americano Benjamin Franklin e la scrittrice Madame Germaine de Stael.

 

In quest’area, già in epoca medioevale sorgeva un castello che fu distrutto e ricostruito per ben due volte. L’ultima distruzione avvenne nel 1465, per ordine di Luigi XI come punizione a Pierre d’Amboise, allora proprietario, per essersi ribellato al regio potere unendosi alla “Lega del Bene Pubblico” ovvero la rivolta dei nobili guidata dal futuro Carlo I di Borgogna. Quattro anni dopo, il re lo perdonò elargendo parte dei fondi, necessari per la ricostruzione di Chaumont.

Dal 1468 al 1510, Pierre d’Amboise, suo figlio Carlo I e il nipote Carlo II, iniziarono la prima fase di ricostruzione del castello, inizialmente concepito a uso militare. Infatti la dimora oggi visibile è il frutto del connubio tra architettura difensiva gotica e quella residenziale Rinascimentale.
Nel 1560 la proprietà passò alla figura più discussa e controversa del Rinascimento, Caterina de Medici, regina e consorte di Enrico II di Francia. Dietro all’immagine leggendaria e negativa di una donna attaccata al potere, dispotica e perfino malvagia, si nascose una delle più grandi regine francesi. Tuttavia, secondo gli storici, è ancora controverso il ruolo avuto da Caterina nel massacro delle notte di San Bartolomeo, nel quale assieme ai circa tremila ugonotti uccisi, venne assassinato il capo dei protestanti Gaspard de Coligny.


Figlia di Lorenzo II de’ Medici, duca di Urbino, e di Madeleline de la Tour d’Avenrgne, all’età di 14 anni venne data in sposa a Enrico di Valois, duca d’Orléans, secondogenito di Francesco I e futuro re Enrico II. L’inserimento di Caterina de Medici all’interno della corte dei Valois fu molto difficile. Fin da subito la giovane Medici dovette riuscire a farsi stimare dai nobili che la consideravano come una “figlia di un mercante che si è sposata al di sopra del suo rango”, imposta al loro re dal Pontefice Clemente VII, zio della giovane Medici, e cercare di farsi amare da suo marito, invaghito però della bella Diana di Poitiers, sua tutrice e molto più vecchia di lui.
La fragile posizione della giovane Medici all’interno della corte francese si aggravò con la morte di papa Clemente VII il 25 settembre 1534 e l’elezione al soglio papale di papa Paolo III il quale ruppe l’alleanza con la Francia e rifiutò di versare l’enorme dote di Caterina. A causa della sua presunta sterilità la famiglia dei duchi di Guisà cercarono di indurre il re e il delfino suo marito a ripudiarla perché il regno necessitava di un erede. Per fare ciò si servirono della favorita di Enrico di Valois, Diana di Poitiers, malignamente definita da Caterina come “la puttana del re”.

 
 

Il suo destino infelice sembrava essere segnato. Per non essere ripudiata la giovane Caterina chiese aiuto al re Francesco I che le dette il suo appoggio. Si affidò in seguito ai consigli degli alchimisti e negromanti che circolavano nei palazzi reali ed infine grazie all’aiuto del medico di corte Jean Fernel che le diagnosticò un’anomalia fisica, riuscì finalmente a rimanere incinta.

Nei successivi dieci anni Caterina ebbe altri nove figli e ottenne a poco a poco, anche grazie alla sua notevole intelligenza e temerarietà, a conquistare sempre più un posto solido al fianco del re.
Il 10 luglio del 1559 Enrico II morì a seguito di una brutta ferita all’occhio, ricevuta durante la sua partecipazione a una giostra cavalleresca. Caterina, per manifestare il proprio dolore, decise di vestirsi di nero e non di bianco come solitamente si esprimeva a quel tempo il lutto regale. Oltre a questo la regina scelse un simbolo, una lancia spezzata e un motto “Da qui le mie lacrime, da qui il mio dolore”.

 

 
 

Sono molte le leggende sorte attorno alla figura di Caterine de Medici. Si narra che per guarire dalla sua presunta sterilità si affidò alla magia, ingurgitando le più strane pozioni fornitegli dai suoi alchimisti e circolando con un sacchetto a appeso al collo, contenente ceneri di rana e testicoli di maiale. Altre invece raccontano di come amasse circondarsi di giovani donne senza scrupoli e moralità, dedite alla magia nera; e durante le notti di luna piena, in una chiesa abbandonata, celebravano riti magici che sfociavano poi in orge sfrenate.

Ovviamente queste sono solo malignità ma per questo dicerie per lungo tempo Caterina è passata alla storia come la Regina Nera, donna spregiudicata negli affari politici e dedita alla pratica delle discipline occulte.

Caterina non solo ebbe un legame di fiducia e amicizia con l’astrologo Cosimo Ruggeri che le predisse, ancora quando la giovane Medici si trovava a Firenze, un futuro pieno di potere e gloria, ma anche con Nostradamus che profetizzò, nella trentacinquesima strofa del primo libro delle Centurie, la morte di re Enrico II in un torneo cavalleresco. 

 
 
Il giovane leone vincerà il vecchio / Sul campo dello scontro in singolare tenzone / Nella gabbia d’oro gli sfonderà gli occhi / Due ferite in una, per perire di morte crudele
 

La profezia si riferisce infatti all’incidente mortale che Enrico II ebbe nel 1559 con il giovane conte di Montgomery, per colpa di una scheggia, entrata accidentalmente nell’elmo del monarca, che gli trapassò l’occhio, uccidendolo dopo due giorni di agonia.

Nel 1527 Caterina de Medici incontrò per la prima volta Cosimo Ruggeri a Firenze. Quel giorno, mentre giungeva la notizia che Papa Clemente VII (Giulio de Medici) era scappato dal Palazzo del Vaticano per rifugiarsi a Castel Sant’Angelo, e Palazzo Strozzi veniva circondato da una folla inferocita avversa alla casata dei Medici, in una stanza di dell’edificio, l’astrologo Cosimo Ruggeri predette a Caterina un futuro di potere e gloria. Il mago gli regalò una lucida pietra nera accompagnata da un pezzetto di foglia verde.

Quella stessa notte Ruggeri le disse:
“È il cielo stesso a rivelare quello che dovete sapere del vostro destino. È il vostro dono e il vostro fardello”.

 

© Barbara Mapelli - Riproduzione riservata

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