Villaggio Bretone e Troglodita • Barbara Mapelli
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Villaggio Bretone e Troglodita

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Nei pressi di Saumur (soomur) si situa la più alta concentrazione di abitazioni troglodite d’Europa.
La creazione di ambienti e spazi sotterranei, ricavate nella roccia o scavate nel tufo, costituiscono il concetto primordiale di casa e ricordano lo stretto legame del contadino alla sua terra.

All’interno delle cavità della terra l’uomo trovava un rifugio sicuro, riusciva a ingannare gli invasori e si proteggeva dalle intemperie. Un habitat ideale anche perché la temperatura all’interno di queste abitazioni troglodite rimane pressoché costante durante tutto l’anno.
Ci stupisce scoprire che ancora oggi gruppi di popolazione vivono in architetture “troglodite”, inoltre molti architetti contemporanei stanno riscoprendo l’idea di un abitare più naturale e senza deturpazioni della natura.

Le abitazioni troglodite le possiamo ritrovare non solo in questi luoghi, ma anche in certe zone dell’Italia, della Spagna, della Tunisia, del Marocco e in molte realtà dell’Africa e dell’Asia.

Nel villaggio di Rochemeir, si trovano si trovano granai, cantine, stalle e residenze, che furono utilizzate fino agli anni Trenta. Non manca la sala per le riunioni in grado di raccogliere l’intero gruppo di abitanti, nelle lunghe fredde serate invernali in cui si filava il lino, si sgusciavano le noci o semplicemente, si cantava e si danzava in allegra compagnia.

Le caverne, scavate per ottenere materiale da costruzione per castelli e chiese, divennero le abitazioni delle famiglie povere. Oggi, queste abitazioni sotterranee vengono utilizzate per immagazzinare il vino, coltivare i funghi, preparare le tipiche focacce, mentre molti si stanno trasformando in veri e propri ristoranti o alberghi, musei o residenze estive alla moda.

VIllaggio Bretone